depressione post partum

La depressione post partum (DPP) esordisce generalmente dopo 3-4 settimane dal parto ma può avere un esordio anche tardivo dopo alcuni mesi sino ad un anno dal parto. Clinicamente, la DPP è caratterizzata da perdita di interesse per le attività abitualmente piacevoli, agitazione psicomotoria, difficoltà nell’affrontare gli eventi più banali, disagio nel gestire i rapporti interpersonali, angoscia associata a stanchezza, senso di colpa e soprattutto senso di inadeguatezza rispetto al ruolo materno.

I principali fattori di rischio individuati e confermati come elementi di vulnerabilità alla depressione post-partum sono la presenza in anamnesi di depressione, episodi di ansia o depressione durante la gravidanza, relazione di coppia conflittuale, carenza di supporto pratico/affettivo (da parte del partner o dei familiari) ed eventi traumatici nell’ultimo anno (ad esempio lutti).
Ciò che sembra particolarmente perturbato è la continuità dell’interazione emotiva tra mamma e bambino, a causa o di un maggiore ritiro e di perdita dell’iniziativa o di un’iperstimolazione intrusiva. Le donne depresse esprimono più facilmente sentimenti di intolleranza, indifferenza o comunque negativi nei confronti dei loro figli e li percepiscono più difficili da gestire rispetto a donne non depresse.

Un intervento precoce permette di evitare l’instaurarsi di pericolosi stati d’animo che rendono fragile e a rischio la diade mamma-bambino. Il lavoro psicologico con la mamma ha lo scopo di favorire l’instaurarsi di una buona relazione di attaccamento, garantendo quindi benessere psicofisico alla donna e al bambino.

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