neuropsicologia

Quando ci si accorge che le normali attività mentali quotidiane sono diventate difficoltose, la memoria è diminuita, prestare attenzione a lungo o pianificare le cose da fare diventa sempre più difficile, allora è bene parlarne con il proprio medico che potrà, nel caso lo ritenga opportuno, consigliarci di fare una valutazione neuropsicologica.

La valutazione neuropsicologica è un esame non invasivo, che è ormai entrato a far parte della routine clinica, nella valutazione dello stato di salute, nella diagnosi e riabilitazione di molte patologie e nella ricerca scientifica. Esso permette di valutare il grado di efficienza mentale o l‘eventuale deterioramento, conseguente a Malattie Neurologiche e/o Post- Traumatiche, contribuendo alla formulazione della diagnosi, anche quando gli strumenti neuro-radiologici non rivelino anomalie.
Potrebbe esser utile avvalersi dell’esame neuropsicologico per la diagnosi ed il trattamento di numerose problematiche mediche e in tutti quei casi medico – legali in cui risulti importante la determinazione del grado di funzionamento cognitivo ed efficienza mentale.

Patologie organiche quali demenze, ictus, malattie neurologiche conseguenti all’invecchiamento, sclerosi multipla, neoplasie, traumi cranici possono infatti causare disturbi cognitivi (difficoltà di memoria, di ragionamento, concentrazione e attenzione, di linguaggio, di abilità visuo-spaziali, di abilità coinvolte nell’esecuzione di alcune sequenze motorie) e disturbi emotivi e comportamentali quali ansia, depressione, anomalie comportamentali. L’esame neuropsicologico consiste principalmente in tre momenti:
  • un colloquio volto alla valutazione dello stato psicologico generale, raccolta di informazioni mediche e relative alla vita recente del paziente.
  • somministrazione dei test cognitivi di valutazione del funzionamento mentale.
  • una restituzione conclusiva sulla valutazione